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Un mondo sommerso

Una benda sugli occhi è sufficiente a stimolare un ascolto propriocettivo che ci ricorda quanto ancestralmente i nostri sensi sono vivi e presenti. In quel buio tutto prende vita e i sensi si tramutano in emozioni.

Il 17 e 31 gennaio 2026, presso il Centro di Formazione CSA a Valdaro (MN), si è tenuto per la nostra Cooperativa il primo percorso formativo sulla Stimolazione Basale e Multisensoriale.

A tenerne la docenza, un luminare di tutto rispetto il Dott. Luca Scarpari, Educatore Professionale, Formatore nell’ambito della disabilità grave, Docente di Basale Stimulation per la pedagogia e terapia. 

Al corso erano presenti venti tra Educatori, Infermieri, OSS e Fisioterapisti, in numero pari per consentire alla classe di lavorare a coppie, perché di fatto il corso alternava la teoria con suggestive esperienze pratiche.

Telo mare, cuscino, coperta, lenzuolo, asciugamano, tappetino: non è l’elenco per fare una lunga vacanza al mare ma è il materiale richiesto dal docente per svolgere l’esperienza pratica.

La stimolazione basale si basa sull’idea che ogni essere umano, indipendentemente dai suoi limiti, possa comunicare e percepire sé stesso attraverso il proprio corpo. 

Attraverso utilizzo di specifiche tecniche di contatto o l’utilizzo di semplici materiali come sopra citati è possibile stimolare, stabilizzare o rilassare una persona, queste sono spendibili in interventi mirati, ma anche durante la quotidianità: una doccia, una igiene intima, una rasatura, tutte azioni che gli Operatori si trovano a dover compiere quotidianamente con le persone di cui si prendono cura.

Le dispercezioni sensoriali spesso sono motivo di opposizione da parte di Ospiti nel concedersi e collaborare ai trattamenti igienici, ma con mani di Operatori formati e più consapevoli tutto diventa possibile.

Gli argomenti formativi hanno poi virato dalla stimolazione basale a quella Snoezelen, un approccio terapeutico e pedagogico di stimolazione multisensoriale, nato in Olanda negli anni ’70 per persone con disabilità, demenza o autismo. 

Si svolge in ambienti appositamente strutturati (stanze Snoezelen) per offrire esperienze sensoriali controllate — luci, suoni, profumi, tattilità — finalizzate a indurre rilassamento, benessere e a favorire la comunicazione. 

L’Ambiente Multisensoriale Utilizza effetti di luce, fibre ottiche, proiettori, tubi a bolle suoni rilassanti, aromi, superfici tattili e cuscini in un contesto caldo e accogliente con l’obiettivo di agganciare con un iniziale effetto wow la compliance del paziente e guidarlo in una interazione di questi stimoli selezionabili, addizionabili e soprattutto dosabili.

Le due discipline si possono integrare come l’utilizzo della stanza multisensoriale utile a creare un contesto che accolga una seduta di stimolazione basale, oppure la possibilità di creare una unità sensoriale nel quale la stanza, come se fosse una bolla isolata, immerge il paziente in un tema costruito dall’operatore.

All’interno di questa si predispongono stimoli appartenenti al viaggio tema, lungo il quale si vivono in termini sensoriali le esperienze di cui il tema è portatore. Un esempio un viaggio in montagna, o su un fondale marino, quest’ultimo in particolare ci fa pensare quanto sia possibile far vivere in forma simulata una esperienza che altrimenti sarebbe completamente inaccessibile a queste persone.

E così è stato fatto un altro importante upgrade alla Stanza Magica di Sabrina, un luogo multisensoriale costruito nel 2023 presso il Polo Socio Educativo L’ippocastano, che non consiste nell’aggiunta di altri materiali, ma nella formazione di personale ora in grado di governare la stanza spremendone tutto il potenziale grazie all’acquisizione di nuove competenze e lo sviluppo di una maggiore consapevolezza.

 

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