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Possiamo farlo meglio? Strumenti per sostenere l’inserimento lavorativo

Confcooperative Mantova ha promosso due giornate formative dedicate alle Cooperative di tipo B della Provincia di Mantova e finalizzate a far conoscere e promuovere l’esperienza dei colleghi cooperatori bresciani sul tema dell’inserimento lavorativo.

Gli incontri si sono svolti mercoledì 9 aprile e mercoledì 16 aprile presso la bella location di Cascina “La Goliarda” messa a disposizione da Alce Nero.

Hanno partecipato la maggior parte delle Cooperative di Tipo B della provincia e anche Cooperativa Sant’Anselmo era ben rappresentata da Silvia Zerbinati e Paola Zuccoli dell’Ufficio Gare e Martina Torselli ed Edoardo Canazza per l’Ufficio Inserimenti Lavorativi.

La prima giornata è stata dedicata ad una corposa e dettagliata descrizione della cornice normativa e legislativa riguardo il Codice dei Contratti, l’inserimento lavorativo nella Costituzione e nelle varie leggi degli ultimi decenni. Questa parte è stata curata e presentata dall’Avv. Pietro Moro. A seguire Beppe Bruni, Direttore Risorse Umane di Cooperativa Cauto, che insieme all’Avvocato Moro collabora con Confcooperative Brescia, ha anticipato la presentazione del Bando Tipo Riservato al quale è stata interamente dedicata la seconda giornata durante la quale è stata condivisa e analizzata la griglia di valutazione sociale che caratterizza lo strumento del bando tipo. 

Il senso generale e il principio alla base di questo ampio lavoro portato avanti dai cooperatori bresciani e che ha portato, attraverso un altrettanto intenso confronto e collaborazione con le istituzioni, alla definizione del bando tipo, è la valorizzazione delle Cooperative di tipo B che investono per sostenere la qualità degli inserimenti lavorativi. 

I criteri di valutazione dell’offerta tecnica mirano a far emergere e dunque premiare le Cooperative che innanzitutto conoscono e collaborano con il territorio, inteso con i servizi pubblici sociali e sanitari dedicati alla presa in carico delle persone svantaggiate e fragili. 

La parte più importante e significativa riguarda i criteri finalizzati ad evidenziare la pregressa modalità e qualità degli inserimenti lavorativi effettuati dalla Cooperativa: dunque non si valutano le intenzioni, ma l’effettivo impegno, le competenze, le procedure e le risorse che una determinata Cooperativa ha già al suo interno e che ha messo in atto nel periodo antecedente la gara. 

I punteggi assegnati nella valutazione dei criteri valorizzano la qualità e riducono al minimo la percentuale di sconto (2%), scongiurando dunque la trattativa al ribasso e l’assegnazione dell’appalto a cooperative che di fatto non hanno né gli strumenti né la volontà di sostenere l’inserimento lavorativo.

Ovviamente vanno sensibilizzate le istituzioni e dunque l’ente/stazione appaltante a proporre questo Bando Tipo al fine di poter adempiere a quello che per legge è un loro compito, cioè quello di garantire l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Il bando tipo può essere uno strumento che consente alle Amministrazioni di adempiere a questo compito nel migliore dei modi e al contempo di sostenere la popolazione fragile del proprio territorio: dunque un modello che in prospettiva andrà a ridurre le risorse assistenziali da dedicare alle persone fragili nella misura in cui queste persone potranno avere una opportunità lavorativa dignitosa. 

Ora tocca alle Cooperative di tipo B del mantovano capire se possono esserci le condizioni e soprattutto la volontà di prendere spunto dall’esperienza bresciana per riuscire anche qui a migliorare la qualità degli inserimenti lavorativi. 

Possiamo farlo meglio?

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