L’aria si fa più fresca, al mattino si aprono le imposte e c’è ancora buio, il traffico sulle strade aumenta, quadernoni e astucci nuovi sul tavolo. È settembre, un mese carico di nostalgia, ma anche di eccitazione per il nuovo che avanza o che si pensa che avanzi.
Il verso citato in apertura, qualcuno l’ha forse riconosciuto, appartiene alla “Canzone dei dodici mesi” di Francesco Guccini, che ci ha purtroppo lasciato proprio ad agosto di quest’anno. Ad ogni mese, Guccini dedica una poesia che racconta l’essenza dei giorni che, secondo l’autore, lo attraversano.
Consiglio una lettura del testo completo. Settembre, in particolare, lo trovo molto affascinante perché ci costringe a fare i conti con il tempo che inesorabilmente scorre e a ripensare a quanto sono state veloci quelle giornate lunghe (e calde) intrise di senso di vacanza, divagazione e svago. Anche se le ferie sono sempre troppo poche, la sensazione di libertà permea e attraversa cmq i mesi estivi.
Settembre scandisce il passaggio tra la fine della nostra estate e l’inizio di una nuova stagione. Ripensamento e curiosità. Settembre “porta il dono usato della perplessità”: la perplessità non è qualcosa di negativo, ma è addirittura un dono. È dubbio, curiosità di sapere, è il ritrovato pensiero razionale dopo mesi di spensieratezza. Un dono che è usato, perché si ripresenta ciclicamente. Un dono che conosciamo e riconosciamo e che ci porta, come in un gioco senza fine, a guardarci un po’ dentro e a rivedere chi siamo, i nostri desideri e le aspettative. Respiriamo il vento di nuove possibilità, forse di opportunità, che rigenerano un po’ le menti annebbiate dal caldo afoso e pesante che è ancora un po’ incollato alla nostra pelle.
Poi c’è la promessa, da ciascuno di noi più o meno esplicitata, di cose da fare che vengono immancabilmente rimandate a settembre. Perché tutto riparte con nuove energie e motivazioni. O almeno dovrebbe.
E allora buona ripresa a tutti voi: a chi riprende la scuola, ai nuovi anni educativi, a chi inizia un nuovo incarico o un nuovo lavoro, a chi inizia l’attività sportiva, a chi riprende in mano quel desiderio che era rimasto in tasca in sospeso e a chi non rimane a subire le proprie aspettative, a chi trasforma le attese in attività verso la meta.
L’estate non scompare davvero; si deposita dentro di noi, diventando energia nascosta per affrontare l’inverno.
Settembre non è una condanna alla routine, ma l’opportunità di scegliere come vogliamo vivere i mesi che verranno.

