In una realtà come la nostra, fatta di persone, dove forniamo servizi e non prodotti, la qualità delle risorse umane è uno dei principali fattori di successo.
Per una strategica gestione aziendale, focalizzata sull’efficienza, diventa essenziale una politica di promozione del capitale umano, mediante un programma di crescita professionale, sistemi di incentivazioni mirati, forme partecipative, coinvolgimento, chiarezza dei ruoli, welfare aziendale.
Non dimentichiamo poi che lo stesso Codice Civile (art. 2086) recita che il datore di lavoro abbia il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’azienda, anche in funzione della rilevazione tempestiva di una eventuale crisi.
Sotto il profilo delle risorse umane gli assetti possono ritenersi adeguati quando sono agiti da persone adeguatamente selezionate, formate e aggiornate rispetto alle funzioni che svolgono, valorizzate in funzione delle loro performance, quando hanno piena consapevolezza del loro ruolo all’interno, e quando sono proattive. In sostanza l’adeguatezza di un assetto si definisce in relazione alla promozione/valorizzazione delle risorse umane che compongono l’organizzazione.
La qualità delle risorse non può prescindere dalla qualità delle relazioni interne. Al maggior coinvolgimento/partecipazione delle persone che vivono l’organizzazione consegue il miglioramento del clima aziendale e delle performance individuali. L’integrazione e la condivisione interna consentiranno pertanto il costante monitoraggio e miglioramento dei servizi erogati, dei ruoli e delle responsabilità, dei processi interni e della struttura dei costi e delle strategie economiche.
Gian Paolo Montali, allenatore di pallavolo, disse che “È possibile insegnare ad un tacchino a salire in cima ad un albero, però per quel lavoro sarebbe meglio assumere uno scoiattolo”. Non è possibile, però, avere una squadra di soli scoiattoli, ogni organizzazione deve misurarsi con le proprie risorse, dove, forse, i tacchini sono più numerosi degli scoiattoli. Il segreto, probabilmente, è proprio questo: costruire una squadra dove i tacchini possono essere allenati, motivati, sostenuti, per andare oltre i propri limiti e raggiungere risultati che nemmeno loro pensavano di ottenere.
Il concetto di lavoro sta cambiando radicalmente: non è più legato solo ad un luogo fisico ed un impiego stabile, ma si focalizza sulla ricerca di sostenibilità e benessere personale, le persone sono disposte a lasciare un lavoro insoddisfacente anche a fronte di una mancanza di alternativa, bisognerà quindi investire creando ambienti inclusivi, che rispettino le esigenze individuali e valorizzino il capitale umano.
Secondo una ricerca, il 60% dei lavoratori rimarrebbe più a lungo in aziende che promuovono il benessere dei dipendenti, inducendo pertanto ad uno sforzo andando oltre i confini tradizionali, valorizzando competenze, interessi e passioni dei lavoratori, massimizzando la loro crescita professionale.
Non bisognerà perciò vedere la risorsa solo funzionale al raggiungimento del business, ma definire i propri obiettivi anche in funzione della soddisfazione delle persone.
Una attenta analisi di bisogni di Welfare al fine di progettare un catalogo di benefit per i lavoratori potrebbe essere una sfida da affrontare, perché in CSA anche i tacchini possano salire sugli alberi quasi come gli scoiattoli.

