È stato un anno complesso, con criticità trasversali che non hanno risparmiato il nostro Gruppo.
Cooperativa Servizi Ambiente, quest’anno, ha visto il rinnovo del CCNL applicato relativo al settore definito Multiservizi, che prevede, a regime, un aumento sul II° livello di € 215,00, che comporterà un incremento dei costi del personale di oltre il 14%.
Temi importanti riguardano sia il fatto che, per la prima volta in assoluto, Confindustria non abbia, pur avendo partecipato a tutto il negoziato, sottoscritto il contratto, e che il rinnovo ha riguardato solo ed esclusivamente la parte economica, tralasciando quella normativa.
Pur riconoscendo la fondamentale importanza dell’adeguamento economico al costo della vita, si lamenta un mancato adeguamento normativo, reso necessario al fine di identificare la nostra realtà e di tutte quelle che svolgono i nostri servizi.
Ecco cosa manca veramente: l’identità.
Il CCNL Multiservizi riporta ancora alcuni articoli che si ispirano agli anni 70, non sta tenendo conto di come i nostri servizi si stiano evolvendo e con quale difficoltà lo facciano.
Negli anni della pandemia eravamo considerati eroi, siamo stati protagonisti nel garantire i servizi negli ospedali, nelle case di riposo ed in molti altri settori importanti, arginando il contagio e garantendo lo svolgersi in sicurezza di tutte quelle attività indispensabili per i cittadini.
Nell’ambito degli affidamenti pubblici, il nuovo Codice degli Appalti ha realizzato un importante cambio di paradigma, mettendo in primo piano l’obbligo di individuazione ed indicazione nei bandi di gara del contratto nazionale e territoriale strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto: quale occasione migliore era ed è valorizzare ulteriormente il nostro contratto nazionale?
Negli affidamenti del settore privato, invece, e lo denunciamo da tempo, si scaricano politiche di contenimento delle spese e dei costi da parte dei Committenti, i più associati a Confindustria (che si sfila al momento della firma del CCNL).
Il solco nel quale dovrà collocarsi il prossimo rinnovo dovrà prendere forma dallo riscrivere quel complesso di regole in cui Cooperative di Produzione e Lavoro e le Parti Sociali, nel corso di questi anni, si sono attivate per migliorare le condizioni del lavoro, delle attività, degli affidamenti pubblici e privati e di tutti i Soci Lavoratori.
Bisogna riscrivere tutto già a partite dall’articolo 1, ovvero intervenendo e migliorando quanto definito nel perimetro di applicazione, con la finalità di contrastare efficacemente qualsiasi forma di dumping contrattuale.
Va altresì recepita l’accresciuta attenzione al tema della salute e della sicurezza sul lavoro, alla formazione, una maggior diffusione della contrattazione di secondo livello per introdurre confronti pertinenti ed efficaci, una revisione del trattamento di malattia andando a tutelare quella oncologica e patologie gravi e a contrastare i “furbetti” del certificato del lunedì, e tanto, tanto altro ancora.
C’è bisogno di cambiare mentalità per trovare una identità che possa finalmente farci considerare ed apprezzare nella nuova economia sociale.

