Il 24 ottobre 2024 presso l’Informagiovani alla Biblioteca Gino Baratta di Mantova si è tenuta la festa di presentazione con musica dal vivo e cocktail rigorosamente analcolici del progetto Shake The Future.
Il progetto voluto dal Comune di Mantova riunisce attorno ad un tavolo vari professioni che operano nel settore delle politiche attive e del supporto alla Persona.
I Partners sono: Arci Musica Insieme APS, CSA Cooperativa Servizi Assistenziali, Smartidea SRLS, Sol.Co Mantova e Umana SPA.
Shake the future è rivolto alla generazione NEET (Not in Education, Employment, or Training) e alle sfide che affronta. È evidente che un approccio tradizionale potrebbe non essere sufficiente per coinvolgere questi giovani, giovani adulti e adulti tra i 16 e i 35 anni. La proposta quindi intende fornire supporto al target dei giovani NEET disoccupati e inoccupati nelle aree della formazione, dell’orientamento, del lavoro e dello sviluppo di competenze.
Quali sono le possibili cause del fenomeno NEET?
Scoraggiamento: Molti giovani si sentono scoraggiati a causa di ripetuti fallimenti o mancanza di opportunità. Mancanza di Competenze: Alcuni potrebbero non avere le competenze necessarie per entrare nel mercato del lavoro.
Attesa di Risposte: Lentezza burocratica e attese prolungate possono demotivare.
Conciliazione Lavoro-Famiglia: Specialmente per le donne, bilanciare lavoro e responsabilità familiari può essere difficile.
Over-Qualification: Avere troppe competenze può rendere difficile trovare un lavoro adeguato.
Lentezza Imprenditoriale: Le aziende potrebbero non riconoscere immediatamente il valore delle competenze dei giovani.
Cambiamenti Culturali: La percezione del lavoro può variare tra le generazioni.
Strategie di Intervento: Sportelli Itineranti in cui l’operatore può accompagnare e intercettare i candidati, Interventi Individualizzati, Coaching di orientamento, Equipe Multidisciplinari. L’operatore in equipe struttura un intervento individualizzato di promozione del sé e di fiducia reciproca, accompagna il candidato nei luoghi formali o informali, stimolando e sostenendo una rilettura propositiva dei contesti di appartenenza, l’autonomia, l’autostima, promuove progetti di vita sostenibili per il candidato, offre supporto e sostegno.
Se il candidato non riesce a venire allo sportello? Dopo un primo contatto telefonico emerge la difficoltà di venire ad un colloquio in presenza. l’operatore lo va a trovare a casa, parla con la famiglia e il candidato. Insieme, non più da soli, troviamo percorsi sostenibili.
Cambiamo strategia? Generazione NEET è un nuovo fenomeno che non può essere affrontato con strategie tradizionali. È fondamentale cambiare il modo in cui concepiamo l’offerta dei servizi per i NEET e non solo. Le istituzioni ed i servizi vanno a domicilio. Non si tratta solo di fornire opportunità, ma di creare un ambiente che stimoli la partecipazione attiva e la fiducia in sé stessi “Generazione senza stimoli, intrappolata nella percezione che “l’altrove” sia la soluzione alla difficoltà di stare e affrontare il “qui e ora” del tempo presente e delle relazioni in presenza, in un luogo non virtuale.” Quanto fin qui espresso, spesso, è la condizione del “blocco” che impedisce l’azione, di alzarsi dal divano e di uscire dalla propria camera. Perché il mondo fuori fa paura. Sicuramente la generazione NEET ci chiede in qualche modo di cambiare il nostro sguardo.

