News - le ultime dal mondo CSA

Diamo un calcio alle differenze!

Superabile

Le attività fisiche e quelle sportive possono essere difficili da affrontare per le bambine e i bambini con autismo, ma ciò non significa che debbano starci lontano, anzi!!!
Sappiamo quanto sia importante per tutti il benessere psico-fisico e lo sport è proprio questo: un “canalizzatore” sano e divertente di energia.
I dati delle ricerche dimostrano che i bambini con autismo praticano maggiormente sport individuali, in prevalenza nuoto e corsa e sono estremamente rare le situazioni che li vedono coinvolti in attività di squadra.
Secondo una review¹ condotta da Bremer e colleghi nel 2016 sull’impatto dello sport sulle persone con Autismo dai 0 ai 16 anni, l’attività sportiva può rappresentare uno strumento funzionale per migliorare le abilità motorie, sociali e comunicative; inoltre può favorire l’inclusione sociale e migliorare complessivamente la qualità di vita. Difatti diversi studi hanno dimostrato che praticare un’attività sportiva e, più in generale, l’esercizio fisico comporti numerosi benefici. Migliora le condizioni fisiche, riduce stress, ansia, depressione e perfino migliora il rendimento scolastico e la memoria. L’esercizio fisico può portare a ridurre comportamenti compulsivi, stereotipie motorie, comportamenti auto-stimolatori, disfunzionali o aggressivi.
Lavorando sul miglioramento delle condizioni fisiche si va a migliorare la capacità di adattarsi al contesto, si aumenta la capacità di finalizzare un comportamento verso la realizzazione di un obiettivo e si favoriscono le autonomie personali e le capacità imitative. Lo sport promuove il benessere fisico e sociale perché, oltre all’esercizio, permette di entrare in relazione anche con l’altro, gli allenatori e i compagni di squadra.
L’allenamento praticato con costanza e le nuove esperienze producono entusiasmo e motivazione ad impegnarsi per poter migliorare, accrescendo il livello di autostima, ma soprattutto si incentiva l’autonomia e si offre un valido sostegno alle famiglie. Per fare questo è richiesta la presenza di allenatori e personale competente, motivato e preparato.
Superabile è un progetto realizzato con il contributo di Fondazione Comunità Mantovana Onlus, in collaborazione tra CSA e la società La Cantera: una delle due società calcistiche mantovane ad avere il riconoscimento di scuola calcio élite (allenatori qualificati).
Il progetto, sostenuto con il contributo di Fondazione Comunità Mantovana, è affiliato al DCPS (Divisione Calcio Paraolimpico Sperimentale), ovvero una divisione della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) che si occupa dell’organizzazione e della promozione di attività calcistiche per persone con disabilità e prima Federazione sportiva dedicata al calcio praticato da persone normodotate ad aver aperto al suo interno un ambito specifico, strutturato e organico grazie anche alla collaborazione sinergica di tutte le principali componenti del mondo del calcio.
Con questo progetto siamo i primi e gli unici nel territorio di Mantova e in Lombardia.
Da ottobre 2022 sono iniziati gli allenamenti, tutti i mercoledì dalle 17.00 alle 18.30, presso la palestra di Rodigo. Il gruppo è composto da una decina di bimbi e bimbe (recentemente si sono unite alla squadra due fanciulle) coordinato da allenatori della Cantera e gli Educatori di CSA; così da integrare l’aspetto tecnico sportivo e quello educativo relazionale. Il progetto ha trovato riscontri positivi presso i terapisti dell’UONPIA di Mantova che, in collaborazione con i neuropsichiatri, lo hanno proposto ai bambini e alle bambine che hanno in terapia, portando nuovi atleti in questo innovativo e funzionale percorso sportivo. Così il calcio, che non è un’attività terapeutica o riabilitativa, ma ludico-ricreativa, diventa attività complementare ai percorsi terapeutici, con la possibilità di sviluppare le competenze maggiormente compromesse come quella comunicativa, attraverso attività abilitative e di esercizio fisico mediante lo svolgimento di interazioni di gruppo.
Nell’attività si perdono i comportamenti stereotipati, si aumentano i tempi di attesa (stare in fila, fare il cerchio), si migliora l’attenzione e la cognizione e si vivono comportamenti socio-emotivi che sono alla base delle dinamiche di gruppo. Rispetto e attenzione dell’altro, condivisione degli spazi e degli attrezzi, il limitato isolamento trovano nello sport una pratica efficace.
L’attività sportiva porta con sé qualcosa che nessuna terapia possiede: la squadra e il gruppo dei pari, all’interno del quale le occasioni di apprendimento sono svariate e molteplici. L’emulazione, la socializzazione, il divertimento, la partecipazione a collaborare si innescano nei giochi, negli esercizi, nei percorsi di allenamento, nelle sequenze di gioco come nello spogliatoio o nel momento di saluto ad ogni inizio e fine allenamento. Intanto che il corpo si muove e una palla rotola, si vive la libertà di movimento, la gestione del corpo, la coordinazione motoria, ma anche l’acquisizione di regole comportamentali e di interazione sociale. Quando si fa un salto nei cerchi, si salta un ostacolo, si percorre la trave, si rotola sul materassino, si percorre una linea camminando, di corsa, a balzi o saltelli; così come quando si calcia una palla o la si consegna a mano ad un compagno, si rispetta il turno e si forma una fila, quando cresce la partecipazione, l’ascolto e le stereotipie si perdono; ecco si fa sport!

Si può essere stanchi poiché si è usato bene il proprio corpo, però quando si gonfia la rete tutto lo sforzo trova realizzazione e un’immensa carica positiva. Il calcio ha una dimensione intersoggettiva per eccellenza, come ogni gioco di squadra, e portare questa dimensione alle bimbe e ai bimbi con autismo è una partita che stiamo giocando con grande entusiasmo e motivazione godendo di evidenti progressi. L’autismo pone davanti a sfide specifiche quando si tratta di sport, e il calcio in particolar modo, ma apre anche a grandi opportunità che stiamo cogliendo con gioia e professionalità.

Contatti per informazioni:
Luca Pirondini Dirigente La Cantera 333 6483358
dott. Silvia Todesco Referente Centro Servizi per l’Autismo 342 5527400

 

¹Bremer, E., Crozier, M., Lloyd, M. (2016). A systematic review of the behavioural outcomes following exercise interventions for children and youth with autism spectrum disorder. Autism,20,899 – 915.

Ti è piaciuto questo articolo?
Condividilo sui tuoi Social