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Qualcuno volò sul nido del Cuculo

Nido Del Cuculo

Il Cuculo è un uccello “parassita”.

Non fa il nido. La femmina, una volta individuato quello di altri uccelli, aspetta che questi depongano le uova e, alla prima occasione, si introduce.
A questo punto elimina una delle uova presenti, depone il suo uovo, e vola via.
L’uovo del Cuculo si schiude in un tempo nettamente inferiore a quello di tutti gli altri ed appena il pulcino viene alla luce, si sbarazza delle altre uova presenti nel nido non ancora schiuse.
I genitori adottivi non si accorgono di questo inganno: ogni femmina di Cuculo si specializza nell’imitare un solo tipo di uovo nel corso della propria vita e depone il suo uovo nel nido della specie che l’ha allevata.
La madre “scellerata” non si prenderà cura del proprio figlio. Nessuno gli ha spiegato cosa fare ma sa che per sopravvivere dovrà gettare fuori dal nido le altre uova e una volta cresciuto sarà sempre l’istinto a guidarlo durante la sua migrazione solitaria.
Ecco, il nostro mondo cooperativo, fatto di appalti e di affidamenti, è aggredito sempre più da questi soggetti volatili, che depongono le proprie uova in un nido già sicuro costruito da altri.
Ci vogliono anni per consolidare un rapporto di fiducia con il Cliente, e la fiducia, per noi, è un pilastro basilare fondato sulla piena applicazione del CCNL, delle norme sulla sicurezza, dei principi della qualità, del rispetto delle normative vigenti.
Poi arriva il soggetto spurio – il Cuculo – che butta via il tuo uovo e radica il suo, fatto di opportunismo, di mancato rispetto delle regole, che ammalia il Committente, illudendolo di risparmiare a discapito della legalità.

Esistono percorsi costruiti nel tempo che prevedono la giusta applicazione del CCNL di categoria e che hanno lo scopo di tutelare sia la commessa che i lavoratori.
Poi subentra il massacro del gioco al ribasso, ed ecco che arriva il Cuculo che non ha sottoscritto alcun patto sociale e che gioca liberamente senza regole, trovando facilmente spazio nei nidi virtuosi costruiti con fatica da chi della legalità ha fatto il proprio principio.
Gli organi preposti ai controlli limitano la propria attenzione verso chi lamenta cambi di mansione, orari di lavoro e luogo di lavoro, ignorando, dapprima, una inevitabile flessibilità del lavoro dettata dalla costruzione di un servizio attorno ad un bisogno, e poi rimanendo colpevolmente indifferenti verso aggiudicazioni con tariffe palesemente al di sotto del puro costo del lavoro.
Nonostante quindi i buoni intenti e le belle parole, ancora oggi, ci si muove in un mercato che penalizza i servizi soprattutto di pulizie, sanificazione, outsourcing in genere, perché se c’è sfruttamento di qualcuno negli appalti, c’è una responsabilità oggettiva del Committente e di chi deve fare rispettare le regole.
Non smetteremo mai di denunciare questo, su ogni tavolo ed in ogni occasione.
Il tanto auspicato percorso normativo e culturale volto a valorizzare la figura del Socio Lavoratore che partecipa attivamente come figura di riferimento in una giusta impresa con scopo mutualistico, garantita peraltro dalla stessa Costituzione italiana, è ancora sotto scacco dell’imbarbarimento di un mercatogiungla dove il Cuculo trova ancora comodi e facili nidi.

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