Grazie di nuovo alla collaborazione del Comune e del Centro Ricreativo Arcobaleno di Goito che ci hanno ospitato nella loro sede; nonni e nipoti si ritrovano una volta a settimana con una Educatrice, il mercoledì pomeriggio dalle ore 15.30 e si divertono a creare manufatti strabilianti secondo il calendario che la guida esperta di Erika Peri progetta ogni mese per i laboratori.
Ma che cos’è esattamente questa iniziativa dal nome estroso? Nata in seno alla precedente sperimentazione del Centro Famiglie Alto Mantovano e innovativa rispetto alla progettualità già esistente nei territori di riferimento, “Ci pensa il Nonno” è stato riproposto a gran voce anche quest’anno. Le persone, infatti, che avevano partecipato in precedenza, ci hanno contattato a settembre, certe di trovare di nuovo l’occasione settimanale che l’anno scorso li aveva coinvolti con tanto di festa finale a giugno sulle rive del fiume Mincio.
Nonostante rappresenti chiaramente finalità quali la rete, il sostegno alle famiglie, lo scambio tra generazioni, lo stimolo alla creatività, la promozione dell’invecchiamento attivo, l’interesse per la collettività, l’accoglienza degli Utenti del Centro che poi diventano nostri “amici”, abbiamo comunque chiesto direttamente a nonni e nipoti cosa rappresenti per loro questa esperienza.
Antonino, alla nostra intervista, risponde che: «Ci fa passare del tempo insieme perché non abbiamo voglia di andare al bar» , Mariangelica, sua nipote di 9 anni ci dice che: «è vero, veniamo qui, perché stiamo insieme e io le cose che facciamo le metto in cucina o alla porta d’entrata o nella mia camera». «Glielo ricordo sempre io al nonno di venire e secondo me il nonno Valter si diverte» ci racconta Leonardo, un altro bambino che frequenta i laboratori.
Ci sono dunque tutti gli elementi, come avete letto, perché questo tempo che nonni e nipoti si dedicano rimanga nella loro memoria a lungo.
In foto Antonino e Valter con il “cuore di castagne” che hanno creato insieme ai nipoti e a Letizia all’ultimo incontro del 6 novembre.

