La ministra Eugenia Roccella sigla il Piano per la famiglia 2025-2027 indicando i Centri per la Famiglia come «hub di una nuova governance territoriale», cioè afferma che i Centri diventeranno il fulcro gestionale e operativo di tutti gli interventi realizzati per promuovere il benessere delle famiglie su uno specifico territorio. È la novità maggiore di questo documento di 49 pagine in cui c’è la proposta di farne un punto di riferimento in un’ottica di hub di innovazione sociale in cui coinvolgere le Regioni, gli Enti del Terzo Settore e le Associazioni delle Famiglie.
Noi Operatori che ci lavoriamo quotidianamente e tutti coloro che con ruoli diversi se ne occupano, amministrativi compresi, però ce ne siamo già accorti e ne siamo felici: i genitori e gli adulti in genere si sentono accolti e non giudicati, sono protagonisti grazie alle tante attività che vengono organizzate, i tempi di attesa per una consulenza sono praticamente azzerati sia al Centro Famiglie Alto Mantovano sia alla Vela Ambito di Mantova, i due Centri gestiti da CSA capofila.
Ma non erano i Consultori che si occupavano delle famiglie?
Sì, lo hanno sempre fatto da quando sono stati istituiti con la legge n. 405/1975 come servizi di prossimità multidisciplinari fondamentali della rete dei servizi rivolti alla famiglia. Ma nel frattempo sono trascorsi cinquant’anni, la società è diventata più complessa e l’odierna pluralizzazione delle famiglie ha imposto nuovi servizi come i Centri Famiglia normati dalla D.G.R. n. 5955/22 e successiva D.G.R. n. 1507/23 da parte di Regione Lombardia. Sono volti a sostenere i nuclei nell’intero arco del ciclo vitale, si rivolgono a quelli di o con anziani, con componenti fragili o con qualche disabilità, visto che, tra l’altro, costituiscono la quota sempre più crescente a livello nazionale. Entrambi i servizi, perciò si rivolgono allo stesso target: le famiglie, intese sia come componenti singoli sia come sistemi con cui interloquire.
Quindi: chi fa che cosa?
Risponde ATS Val Padana, in qualità del suo responsabile scientifico Dott.ssa Liliana Bissa, che ha pensato di organizzare una formazione congiunta tra i due servizi, che già comunque collaborano insieme da alcuni anni, dal titolo Percorsi integrati e strumenti a supporto delle funzioni genitoriali ed educative, affinché si integrino maggiormente. Anche alla luce delle linee di indirizzo regionali relative alla programmazione sociale territoriale dei Piani di Zona 2025-2027 che individuano nell’integrazione il superamento di un approccio settoriale per la lettura dei bisogni delle persone, in quanto la salute delle stesse va affrontata globalmente. Ciò significa che fra tutti gli interlocutori occorre creare relazioni e alleanze, fra cui anche formarsi insieme.
I destinatari saranno appunto gli Operatori dei Consultori Familiari Pubblici e Privati accreditati e dei Centri per la Famiglia attivi sul territorio delle province di Mantova e Cremona. Il percorso formativo prevede infatti due edizioni: la prima si svolgerà a Mantova tra maggio e giugno 2025 e la seconda a Cremona in autunno. La formatrice è la dott.ssa Maria Mariella Bombardieri, psicopedagogista, autrice anche di diversi testi sulla relazione genitori-figli. Lo scopo principale è quello di fornire ai professionisti coinvolti strumenti di lavoro efficaci per rispondere ai nuovi bisogni delle famiglie e per agire in un’ottica preventiva rispetto a problematiche di ordine psicologico, sociale e relazionale. La formazione permetterà di capire meglio i ruoli dei due servizi e le collaborazioni in rete.
Ci auguriamo, come in tutte le formazioni che hanno lo scopo di migliorare le proprie pratiche professionali, di uscire da questa prima edizione progrediti. “Apriamo al futuro” è infatti l’ultima esercitazione che ci vedrà impegnati in sottogruppi per iniziare nuove possibili proposte che supportino la genitorialità.

