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Uno Sportello per Tutte e Tutti 

In Italia, e forse anche nel resto del mondo, gli Sportelli rappresentano il punto di raccordo tra cittadini e servizi offerti sul territorio e si differenziano principalmente in base alla competenza e alla tipologia di utenza.

Ci sono quelli degli Enti Comunali, gli Uffici Postali, gli Sportelli Bancari, i Call Center, gli ATM, quelli delle Reti Civiche, sezioni dedicate a particolari categorie (impiego, immigrazione…), quelli Psicologici a scuola e potremmo annoverarne tanti altri.

Pertanto tra URP della Pubblica Amministrazione, ovvero Ufficio Relazioni con il Pubblico e PUA del Sistema Socio-Sanitario, il cosiddetto Punto Unico di Accesso, anche i Centri Famiglia in Regione Lombardia hanno i loro, denominati Sportelli di Ascolto e Orientamento. Questi ultimi rappresentano il punto di riferimento, ora sempre più importante, per le famiglie del territorio in cui sono collocati. I cittadini possono trovare informazioni, orientamento e supporto per le esigenze legate alla famiglia. Sono gratuiti, aperti in giorni e orari stabiliti, a libero accesso e/o su appuntamento. 

Cosa fanno?

Accolgono e ascoltano il cittadino per orientarlo nel modo più opportuno. Aiutano le famiglie a trovare il servizio adatto alle loro necessità sia all’interno del Centro Famiglie sia sul territorio. Offrono supporto e accompagnamento a chi ha responsabilità educative, come la consulenza genitoriale. Garantiscono facile accessibilità, tempestività, spazi di socializzazione informale, potenziamento delle competenze genitoriali, promozione di attività ludico/culturali, incontri intergenerazionali, gruppi di mutuo-aiuto. Possono fornire informazioni sulle risorse e i contributi disponibili a livello regionale. 

Nello specifico, ad esempio, i genitori separati o divorziati si possono rivolgere ai Centri Famiglia per avere indicazioni sulla misura “Accanto” che prevede un contributo economico per i richiedenti in questa condizione che abbiano i figli fiscalmente a carico non conviventi. In realtà, se i criteri sono soddisfatti, è d’obbligo per queste persone firmare, insieme all’operatore di Sportello, un patto “di corresponsabilità” che attesti effettivamente la conoscenza del Centro a cui ci si è rivolti. 

Inoltre anche il Centro Famiglie, insieme alla famiglia, può suggerire una risorsa molto importante sempre guidata da Regione Lombardia per preadolescenti, adolescenti e giovani adulti dagli 11 ai 25 anni. L’accesso a questa misura può avvenire attraverso l’operatore dello Sportello insieme ad altri servizi come Istituti Scolastici, Consultori familiari, Case di comunità, Servizi sociali comunali, Parrocchie, Enti del Terzo settore. È un bando di finanziamento che si chiama #UP-Percorsi per crescere alla grande. Lo scopo è cercare il progetto migliore che aiuti i ragazzi a superare le difficoltà e la condizione di disagio nella quale si trovano.

A chi si rivolgono?

A famiglie con figli di tutte le età, coppie, singoli, genitori e chiunque abbia bisogno di informazioni o supporto sulle tematiche della vita familiare. Anche a famiglie affidatarie o adottive, nuclei in transizione (conflitti di coppia, separazioni, divorzi), con componenti fragili o disabili, che si occupano di figli e genitori anziani, famiglie migranti con figli di seconda generazione. 

Dove è possibile trovare i riferimenti per la propria zona?

Sul sito del Comune della propria zona, sul sito dell’Ente gestore capofila, sulle brochure informative dei progetti divulgate in luoghi pubblici sul territorio, sui profili social. Da poco è stata pubblicata anche la Carta dei Servizi dei Centri Famiglie di ATS Val Padana in cui si possono leggere tutti gli indirizzi degli Sportelli. Il link per scaricarla è il seguente: https://www.ats-valpadana.it/news/carta-servizi-centri-famiglie. Inoltre sul sito della Regione è possibile trovare l’elenco di tutti gli Hub e Spoke della Regione Lombardia.

Il cittadino, chi trova allo Sportello?

Il personale è rappresentato da varie figure quali Educatori professionali, Psicologi, Pedagogisti, Operatori sociali e amministrativi. Laddove c’è bisogno può essere prevista la figura del Mediatore culturale e se il cittadino è impossibilitato a spostarsi, l’incontro può essere organizzato online con l’Operatore di Sportello, rispettando le regole e la privacy del contesto virtuale che fanno capo alle normative vigenti.

Quale funzione hanno?

Integrare l’utilizzo possibile delle risposte ad opera dei servizi sul territorio e attivare connessioni potenziali e anche casuali con tutti gli interlocutori utili al benessere familiare. Si collocano, infatti, nel sistema dei servizi territoriali integrando e completando la rete degli interventi sociali, socio-sanitari e educativi offerti alle famiglie.

 

 

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