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L’autodifesa come strumento di crescita professionale individuale e di gruppo

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Di fronte a problemi complessi, non esistono soluzioni semplici e questo CSA lo sa bene, ma è ciò che ci tiene vivi e motivati nell’esplorare nuovi mondi.

L’ultima frontiera è stata valicata al Centro di Formazione di Valdaro, dove il nuovo Direttore del Centro Formativo Damiano Mantovani ha strutturato un ciclo di incontri formativi teorico-pratici per circa settanta Soci Lavoratori con al centro il tema dell’aggressività. Come altri percorsi, anche questo è nato per offrire una risposta aderente ai bisogni riportati dagli Operatori “in corsia”: la difesa interpersonale, a tutela dell’Ospite in stato di agitazione, degli altri Utenti presenti e dell’Operatore stesso.

Come ha ricordato il Dott. Thamianos Fanos (Medico Psichiatra e Direttore Sanitario di Corte Margonara) nel primo incontro formativo con una introduzione teorica ed etica assieme al sottoscritto Artoni Giovanni (Educatore Professionale): “L’aggressività, come la sfera affettiva/sessuale, è ancestralmente presente in ogni individuo; non possiamo renderla tabù e tentare di gestirla non parlandone o solo con contenzioni fisiche e chimiche, interventi che, se restano gli unici, precludono ogni possibilità di espressione emotiva e ostacolano l’opportunità di un intervento educativo che miri ad insegnare nuovi modelli adattivi di comportamento socialmente adeguati alle persone che di fatto intendiamo aiutare e sostenere”.

All’interno dei nostri servizi, durante le attività socioeducative quotidiane, possiamo incorrere in dinamiche in cui è necessario intervenire a tutela degli ospiti o degli altri operatori coinvolti.

 

Ma come insegnare tecniche di difesa e messa in sicurezza semplici, efficaci e soprattutto fruibili ad un gruppo estremamente eterogeneo di operatori?

A questa risposta ci hanno pensato Nicola Provolo, proprietario del Fight Fit Club di Bussolengo, e Giacomo Vianello, maestri di varie discipline marziali e di autodifesa che si occupano, tra le altre cose, di tenere corsi di formazione per squadre di primo soccorso e forze dell’ordine. I due maestri hanno ascoltato attentamente le esigenze dei servizi, confrontandosi prima con i Coordinatori e poi con i loro Operatori. Grazie a questi scambi hanno confezionato un percorso, estrapolando tecniche dal sistema di difesa israeliano Krav Maga, modificandole e tarandole non solo per il nostro personale, ma soprattutto in funzione della tipologia degli Ospiti portatori di fragilità che vivono i contesti in cui operiamo: schemi di prese e leve intuitive hanno permesso a tutti i partecipanti di comprendere e apprendere l’efficacia della tecnica, applicandola al collega e a sua volta subendola.

Questa serie di incontri pratici ha, inoltre, offerto la possibilità di regolare “conti” in sospeso tra colleghi e responsabili… Quanto ironicamente appena scritto mi serve per far emergere e comprendere quanto lo svolgimento di questa formazione si sia rivelata anche un importante laboratorio: “Mettersi le mani addosso” ha paradossalmente generato benessere relazionale tra colleghi di diverse equipe, aumentando la sinergia e la complicità tra le stesse.

Ora riprendiamo i nostri cantieri, portatori di nuove abilità che ci danno competenza e consapevolezza per affrontare in e con sicurezza le sfide che il nostro lavoro ci invita a superare.

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