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Speciale 5×1000 #CONTROVENTO

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Il progetto CONTROVENTO Centro Polifunzionale per l’infanzia e l’adolescenza, che CSA sta realizzando sul territorio mantovano, a Borgo Virgilio, intende rispondere al bisogno insoddisfatto di presa in carico vissuto da minori ed adolescenti con patologie psichiatriche e problemi di comportamento personale e sociale e da minori ed adolescenti con disturbi del neurosviluppo.

All’interno del Centro saranno attivati:

• un Servizio Residenziale (Comunità Terapeutica Riabilitativa) da 10 posti letto;
• un Serivzio Semiresidenziale Terapeutico e Riabilitativo da 20 posti;
• un Servizio Ambulatoriale per Persone con Disturbi del Neurosviluppo (Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Disturbi dello Sviluppo Intellettivo/Disabilità Intellettive, Disturbi disadattivi e del comportamento, Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività ed altri disturbi che esordiscono in età evolutiva).

Controvento sarà realizzato a Borgo Virgilio (MN), in località Romanore, all’interno delle Ex Scuole Elementari e degli spazi di pertinenza. L’intervento architettonico necessario per la predisposizione degli spazi adeguati alle esigenze dei servizi prevede:
• la ristrutturazione dell’edificio esistente, che ospiterà al piano terra il Servizio Ambulatoriale e al piano primo il servizio Semiresidenziale;
• la costruzione di un nuovo edificio a bassa impatto ambientale che ospiterà il servizio residenziale.

CONTROVENTO ambisce, quindi, a divenire un punto di riferimento per il territorio, integrandosi e collaborando con le diverse realtà in esso presenti ed attive, espressione della comunità locale.
Una presa in carico che si espliciti:
• in prestazioni a maggior complessità ed intensità, rispetto a quelle attualmente presenti sul territorio, in grado di contrastare interventi che spesso risultano impropri, inadeguati, non tempestivi, e di prevenire il peggioramento della prognosi e l’incidenza della comorbidità;
• in percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi capaci di valorizzare e mettere a sistema tutte le potenziali risorse comunitarie e territoriali;
• fornire sostegno clinico, educativo, abilitativo e riabilitativo ad alta specializzazione e competenza ad adolescenti con disturbi psichiatrici e/o comportamentali al fine di favorire il miglioramento del funzionamento personale, relazionale e sociale, la qualità della loro vita e quella dei loro familiari.
La famiglia viene coinvolta come parte integrante della rete in quanto portatrice di una prospettiva unica e fondamentale nell’ottica della costruzione del progetto di vita del bambino e dell’adolescente con autismo.

COME NASCE IL PROGETTO?
La pandemia e internet non sono la causa dei disagi degli adolescenti odierni, l’emergenza sanitaria ha esacerbato una sofferenza già esistente nei ragazzi e nelle ragazze. Internet e la pandemia sono gli schermi dove si proiettano le contraddizioni e le povertà educative della società e comunità odierna. Genitori, psicologi, medici, insegnanti, educatori e diversi altri ruoli adulti di riferimento appaiono oggi in palese difficoltà nell’intercettare i segnali di un dolore sempre più inesprimibile, in una società che promuove individualismo, competitività e che rimuove gli inciampi, i fallimenti e i dolori inevitabilmente connessi ai processi di crescita. I disagi espressi attraverso l’attacco al corpo si manifestano in modo sempre più marcato, come testimoniato dalla crescente diffusione dei disturbi della condotta alimentare, del ritiro scolastico e sociale, dei gesti autolesivi e dei tentativi di suicidio. Comprendere, aiutare e curare i bambini o ragazzi che manifestano questo disagio è molto complesso e richiede uno sforzo e consapevolezza collettiva. È importante utilizzare lenti interpretative, metodi di consultazione e modelli di presa in carico sintonici con un periodo della vita caratterizzato da mobilità, incertezza e instabilità.
I servizi preposti alla presa in carico delle acuzie e subacuzie psichiatriche (intese come comparsa improvvisa di sintomi o significativo aggravamento dei sintomi) in età adolescenziale sono reparti ospedalieri e comunità residenziali.
Sul territorio mantovano non vi sono posti letto dedicati al ricovero, pertanto i minori che accedono al Pronto Soccorso per acuzie psichiatriche e che necessitano di una conseguente degenza ospedaliera vengono ricoverati impropriamente all’interno del reparto di pediatria o psichiatria. Inoltre, non sono presenti comunità terapeutiche, pertanto i minori che necessitano di un inserimento presso strutture residenziali, anche a seguito dell’acuzia, vengono inseriti nelle comunità fuori provincia o fuori regione.
Le collocazioni improprie, o troppo distanti dagli ambienti di vita, inoltre, rappresentano un significativo fattore di rischio per la cronicizzazione delle patologie, il ripetersi di eventi acuti, e per il prolungamento della permanenza nelle strutture residenziali stesse oltre quanto sarebbe auspicabile.
Nel territorio mantovano, inoltre, si rileva l’assenza di servizi semi residenziali terapeutico e riabilitativi.

Il radicamento territoriale, la ferma volontà di offrire risposte concrete ai bisogni insoddisfatti, l’impegno nello sviluppo di progettualità innovative e complesse, l’esperienza nella gestione di servizi e strutture articolate, la capacità di fare rete con istituzioni e servizi rappresentano le prerogative a disposizione di CSA per affrontare una progettualità così complessa come quella di CONTROVENTO.

 

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