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Lavorare in una Cooperativa di tipo B: una scelta che comporta dei doveri

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La Cooperativa di tipo B nasce negli anni ottanta per favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e offrire dunque un servizio per la collettività creando lavoro per quelle persone che diversamente sarebbero escluse dal mercato.

A noi, Soci Lavoratori del Gruppo CSA, di cui Cooperativa Sant’Anselmo fa parte, interessa contribuire a questa mission? È una domanda semplice che però richiede una risposta sincera e responsabile da parte di tutti i Soci Lavoratori, a partire da chi rappresenta la Cooperativa a livello direzionale, dai Responsabili e Coordinatori di cantieri e da tutti i lavoratori, in particolare chi lavora quotidianamente con queste persone svantaggiate.

La questione è questa: ci interessa, attraverso il nostro lavoro, oltre a ricevere una retribuzione, poter contribuire a migliorare la nostra società? La risposta non è scontata in un mondo dove il valore che viene proposto e venduto in ogni momento è la soddisfazione e la felicità individuale (poi però non si riesce ad essere davvero “soddisfatti” se qualsiasi momento felice, vero o fittizio, della nostra giornata non lo condividiamo in qualche chat o profilo…). Risultato: sempre più una società a forbice tra chi può vivere permettendosi qualsiasi bene (materiale, ma almeno soddisfa il valore di cui sopra) e chi fatica ad avere una vita dignitosa (sempre dal punto di vista materiale…).

Forse, a parte il sottoscritto, tutti i Soci potrebbero svolgere la propria mansione in qualsiasi altra Cooperativa o Azienda che non persegue la mission dell’inserimento lavorativo: quindi innanzitutto si tratta di una scelta.

 

Ecco un primo spunto su cui riflettere. Già al momento dell’assunzione si potrebbe meglio evidenziare anche questa caratteristica: oltre al livello di inquadramento, al monte ore, alla retribuzione etc., sarebbe opportuno spiegare all’aspirante Socio che lavorare con Cooperativa Sant’Anselmo potrebbe comportare anche questa eventualità, cioè svolgere il proprio incarico, la propria mansione con altri colleghi in situazioni di svantaggio. Le Cooperative di tipo B devono garantire sempre il 30% di personale svantaggiato: questa non è una scelta, ma un dovere che coinvolge tutti.

Ne consegue una responsabilità da parte della Cooperativa stessa: offrire ai Soci gli strumenti (formazione) e le risorse (umane) per poter lavorare svolgendo al meglio le proprie mansioni, quindi esprimendo le proprie competenze anche in collaborazione con colleghi svantaggiati.

Questo il secondo spunto: inserire nella formazione obbligatoria, in particolare per i Soci della Sant’Anselmo, una parte riguardante il lavoro con persone svantaggiate. Non si tratta di dover imparare chissà quali competenze e strategie educative o psicologiche; semplicemente voler conoscere, saper ascoltare, potersi fidare. Anche questo non è scontato. Questi sono i compiti che innanzitutto gli Operatori che svolgono il servizio di inserimento lavorativo devono poter trasmettere ai Soci Lavoratori nei vari cantieri (anche i più lontani).

Ecco dunque altri due spunti.

 

Per i Soci impegnati nel servizio di inserimento lavorativo (compreso il sottoscritto) è necessario avere una formazione continua per migliorare sempre più le competenze e la capacità di creare condizioni favorevoli nei vari contesti lavorativi.

Poter raggiungere, periodicamente, tutti i cantieri dove sono inserite persone svantaggiate.

 

L’ultimo spunto, che ritengo molto importante, è questo: voglio rovesciare il principio secondo cui la persona svantaggiata può fare meno o peggio una determinata attività. Ho personalmente potuto ammirare Soci Lavoratori svantaggiati che, molto più rispetto ad altri lavoratori, hanno saputo esprimere impegno, disponibilità, determinazione e senso di appartenenza ai valori ai quali tutti i Soci di Cooperativa Sant’Anselmo dovrebbero ispirarsi. Per questo motivo ho proposto di riconoscere un premio e valorizzare anche in termini economici sia questi lavoratori che i colleghi che li hanno affiancati nei diversi contesti lavorativi.

Questo è appunto l’ultimo spunto: valorizzare il merito, la disponibilità e l’impegno di chi dimostra di voler abbracciare veramente questa mission e credere in questa Cooperativa.

 

Auguro a tutti i colleghi un felice Natale.

 

 

 

 

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