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SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione

Logo SAI ENEA Mantova

MANTOVA – A partire dal mese di maggio 2023 CSA ha intrapreso una nuova avventura professionale, aggiudicandosi la gestione del Lotto unico dei servizi di accoglienza e integrazione nell’ambito del Progetto SAI Enea Mantova. Attivo a Mantova dal 2014, il Progetto vede come Ente locale titolare il Consorzio Progetto Solidarietà – Ambito di Mantova e si basa sulla collaborazione di una rete di Comuni, tra cui la stessa Mantova, San Giorgio Bigarello, Curtatone, Castiglione delle Stiviere, Guidizzolo e Medole, e la partecipazione della Provincia di Mantova e di For.Ma. Mantova. I progetti SAI si configurano come spazi di sperimentazione, laboratori per pensare e agire buone pratiche, opportunità di crescita e di cambiamento per tutti i soggetti coinvolti nella loro attuazione, e si configura quale scelta politica ed etica di una direzione precisa nella gestione del territorio e nella risposta al fenomeno dei movimenti migratori, che, per quanto propagandato costantemente attraverso la lente dell’emergenza, rappresenta una costante strutturale da decenni (se non, andando più indietro nel tempo e allargando l’orizzonte storico, secoli). L’acronimo SAI sta per SISTEMA DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE: sebbene la sua denominazione sia stata suscettibile nel corso degli anni a modifiche sulla scia delle ricorrenti modifiche di legge al T.U. sull’immigrazione, le premesse con cui viene istituito nel 2002 sono rimaste inalterate, e sanciscono una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed enti locali prevedendo la costituzione di una rete di enti che ricorrendo a finanziamenti provenienti dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo realizzano territorialmente progetti di accoglienza integrata e diffusa con il supporto delle professionalità e competenze del Terzo Settore, mentre  la struttura di coordinamento del sistema – il Servizio Centrale di informazione, promozione, consulenza, monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali – è gestita da ANCI.

I progetti afferenti la Rete SAI, destinati a beneficiari titolari di protezione internazionale, e, in base alla decreto legge di recente attuazione (DL 20/2023), a richiedenti asilo politico con segnalate e comprovate vulnerabilità, oltre ad assicurare servizi di vitto e alloggio, prevedono in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

CSA gestirà quindi, all’interno del SAI di Mantova, i servizi amministrativi e di gestione degli appartamenti, di sensibilizzazione, di integrazione, il servizio di alfabetizzazione, il servizio di assistenza psicologica, e di accompagnamento legale. Ciò grazie anche della significativa esperienza, dal punto di vista professionale e amministrativo, maturata nella gestione di Centri di Accoglienza Straordinaria (C.A.S.), all’interno dei quali, pur rispondendo allo specifico relativo mandato basato su principi organizzativi e rispondente ad una organizzazione istituzionale differente, si è sempre però lavorato condividendo già quelli che sono gli obiettivi del SAI, cercando di prestare ascolto e di rispondere ai bisogni delle persone che richiedono asilo nel nostro paese (fuggendo quindi da situazioni insostenibili nel proprio, approdando spesso in seguito a viaggi difficili, e portando con sé un bagaglio di traumi fisici e psicologi e l’incertezza di un futuro precario) con umanità, sensibilità, e visione prospettica, orientando il più possibile la nostra azione da un lato alla connessione con i servizi territoriali per una condivisione di intenti e responsabilità, dall’altro al potenziamento delle risorse degli ospiti nell’ottica del raggiungimento dell’autonomia e dell’inclusione sociale ed economica. Traguardi verso i quali ci si inerpica spesso lungo sentieri accidentati che comportano smarrimento, fatica, incomprensione, continuo posizionamento e riposizionamento in dinamiche relazioni e istituzionali confondenti e talvolta conflittuali, ma che si percorrono ugualmente nella convinzione di essere chiamati ad un compito utile per la società tutta, superando l’ottica emergenziale che rischia di riversare costantemente sui territori il peso e la responsabilità di misure correttive poco efficaci.

UN’ACCOGLIENZA DIVERSA È POSSIBILE.

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