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La crisi etica professionale

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Stiamo attraversando ormai da tempo un periodo di crisi generale.

La crisi energetica di questo ultimo anno dove i prezzi del gas sono saliti alle stelle, la crisi economica con dei tassi di inflazione che hanno raggiunto dei livelli record, la crisi sociale con le diverse guerre in Ucraina e in Medio Oriente, per aggiungere all’elenco la crisi climatica, dove eventi catastrofici sono diventati la normalità, devastando territori e mettendo in ginocchio intere regioni italiane.

A tutto questo aggiungo la crisi etica professionale. Il nostro operato quotidiano è delimitato dall’insieme di regole e di comportamenti che condizionano e pongono un limite al potere che ciascuno di noi può esercitare sugli altri e su sé stesso nell’esercizio della professione. Si definisce pertanto etica professionale l’insieme di regole applicate nello svolgimento di un’attività lavorativa.

Il lavoro a contatto con soggetti malati, fragili, disabili non è facile, è impegnativo, richiede dedizione e sacrificio. Elementi essenziali per garantire un rapporto di stima e fiducia tra Operatore/Utente e tra Utente/Istituzione.

Inoltre, il lavoro offre al soggetto la motivazione per esprimere la propria personalità in ciò che fa lavorando. Se il lavoro non è soddisfacente ecco che l’individuo agisce passivamente con il contesto, subendo abitudini, tradizioni e costumi

In qualsiasi ambiente di lavoro è auspicabile che la professione venga svolta nel miglior modo possibile, senza cadere nella ricerca del solo beneficio personale, l’obiettivo che stiamo perdendo di vista, che si sta allontanando o che si è già allontanato, è quello di poter ricreare un luogo di lavoro sereno, fondato sui principi comuni e corretti. Qualsiasi tipo di impresa mira a mantenere alti i valori aziendali, serve garantire e rispettare quelle regole che definiscono i comportamenti da adottare in un ambiente lavorativo. Queste regole possono variare in base al tipo di professione a cui si fa riferimento, ma la cosa che accomuna l’etica in tutti i settori è il fatto che limita il potere che ogni persona può esercitare sull’altra, ciò significa che non si può abusare del proprio ruolo e dell’esercizio della professione.

Appreso questo concetto, possiamo capire quali conseguenze, anche distruttive, possono innescare i comportamenti umani sbagliati nell’ambiente lavorativo.

Allora vediamo di elencare quali sono i buoni comportamenti, riportati dalla letteratura, che tutti noi, dobbiamo mantenere sul posto di lavoro:

  • Presenza: implica la presenza quotidiana al lavoro, presentarsi in servizio non è facoltativo, abbiamo un obbligo, il rispetto del turno di servizio;
  • Onestà: lavorare in modo trasparente e leale;
  • Teamwork: saper lavorare con tutti;
  • Apparenza: saper indossare la divisa, avere cura di sé, comprende l’educazione e le buone maniere;
  • Atteggiamento: rimanere positivi non è sempre facile, l’ottimismo è uno stile di pensiero;
  • Produttività: saper gestire il proprio tempo per lavorare bene nei tempi e massimizzare la propria produttività;
  • Capacità organizzative: essere capaci di non perdere tempo e di non far perdere tempo, programmando le attività;
  • Comunicazione: fondamentale nella vita di tutti i giorni, è importante saper comunicare e saper controllare gli sfoghi e gli atteggiamenti negativi;
  • Cooperazione: lavoro di squadra e rispetto delle norme e politiche aziendali;
  • Rispetto: per sé stessi e per gli altri.

Leggendo e interpretando questi comportamenti, possiamo capire il motivo per cui nascono le crisi, basta solo che ne manchi uno o che non vengano rispettati, per scatenare disagi e conflitti.

Questo articolo vuole divulgare e citare l’importanza dell’etica nello svolgimento dei vari ruoli, evidenziando quali buoni comportamenti dovrebbero essere messi in pratica nel quotidiano per cercare di dare una svolta incisiva.

Posso concludere che l’etica professionale detta dei principi morali e grazie alla sua applicazione dovranno essere rispettate una serie di regole e limiti che hanno dei benefici sia in termini di comunicazione sia in termini di fiducia tra team.

 

Cosa ci sta sfuggendo ultimamente?

Il carico di lavoro sempre più pesante, operatori di nazionalità diverse, con abitudini diverse, la troppa burocrazia, dove la carta vale più dell’azione concreta.

Meditiamo, e cerchiamo di correggere in noi ciò che non va, senza la presunzione di voler o poter cambiare il collega.

Doveroso concludere citando il codice dell’etica lionistica: “ESSERE CAUTI nella critica e generosi nella lode, mirando a costruire e non a distruggere”.

 

 

 

 

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