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L’arte di stupire con marionette e burattini

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Nelle Case di Riposo per Anziani, come nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, sono diffusi gli interventi di ordine animativo tra i quali è previsto anche l’utilizzo del teatro con finalità di tipo ludico e ricreativo per gli Ospiti.

In questo contesto cominciano alcune esperienze che, valorizzando le storie di vita delle persone grazie all’utilizzo del teatro di narrazione, ne promuovono le parti ancora sane e vitali, modificando i rapporti tra la persona e il contesto, non solo quello della Casa di Riposo, ma anche quello territoriale che, attraverso momenti di spettacolo aperti ai familiari e al territorio, recupera alla memoria collettiva tradizioni, riti e abitudini dimenticati ma fondativi per tutti. Il teatro nel tempo, è stato considerato una sorta di medicina, un farmaco con il compito di curare l’essere umano, di intervenire nel rilascio delle sue emozioni e raggiungere così uno stato di purificazione. È anche una modalità per esorcizzare la paura della malattia e controllarne ritualmente le dinamiche emotive. Nelle diverse epoche il teatro si è occupato dell’esperienza della malattia e della guarigione di cui ha variamente narrato nelle sue drammaturgie, facendosi, qualche volta, espressione di denuncia, comica o tragica, dell’arte medica. Alla luce di questo scenario, le pratiche teatrali sono uno strumento per il benessere della persona e dei gruppi entro una prospettiva di promozione comunitaria e di integrazione delle differenti forme di capitale sociale.

Il teatro è sempre un’esperienza molto gratificante per i nostri Ospiti, un modo originale per trascorrere del tempo insieme, per vivere un’esperienza culturale e per divertirsi insieme ai propri amici. Infatti è stato organizzato un pomeriggio di gioia e convivialità per le signore della Casa di Riposo Casa Santa Elisabetta d’Ungheria di Peschiera del Garda (VR), trascorso negli spazi comuni della Struttura. La compagnia teatrale “I Microcosmi” rappresentato da Cristina ha presentato il progetto destinato alle RSA. I “Microcosmi” sono una compagnia teatrale che propone la diffusione della valenza formativa delle fiabe, nella loro capacità di strutturare la coscienza etica dell’individuo e di potenziare la sua dimensione fantastica. Il progetto, infatti, non si esaurisce in una proposta di intrattenimento teatrale, ma ha un significato più profondo, una dimensione sociale. Cristina e Michele hanno rappresentato il libro “Una zuppa di sasso” di Anais Vaugelade. La storia rilegge gli archetipi della favola classica, attribuendo loro un senso morale del tutto differente e di segno opposto. È incentrata sul concetto di convivialità come momento di aggregazione e che spiega quanto il cibo possa trasformarsi in un collante sociale, una volta sottratto alla sua dimensione biologica. La pietanza che dà il titolo al libro non è che il pretesto per radunare una tavolata di commensali felici e vocianti e per consentire allo “Chef lupo” di riparare ai suoi ipotetici torti, portando gli animali a riunirsi senza secondi fini o velleità venatorie di sorta.

Gli anziani hanno assistito a delle rappresentazioni corali e recitative e al termine dello spettacolo hanno parlato piacevolmente dell’esperienza appena trascorsa, confrontandosi e scambiandosi idee e opinioni.

Destinare queste attività alle signore della Casa di Riposo ha diverse finalità: allenare la comunicazione, trasmettere i valori etici e culturali su cui si fonda la nostra società, aprirsi al confronto con culture lontane nello spazio e nel tempo e, soprattutto, favorire l’invecchiamento attivo per scoprire e coltivare i valori di questa importante stagione della vita. L’attività ha stimolato cognitivamente l’attenzione e la concentrazione, è stata gradita dai partecipanti ed ha migliorato il tono dell’umore, anche in anziani con problematiche di tipo depressivo.

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