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Le nostre speciali “Bambine Ribelli”

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“Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.”

Inizia così “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, libro edito nel 2017 e dedicato alle storie di cento donne coraggiose, pioniere nei loro specifici ambiti d’azione, che hanno vissuto, ciascuna a modo proprio, una vita piena di passione, curiosità e generosità e che hanno combattuto per fare proprio il diritto di essere felici e di esplorare con audacia.

A Cà dei Nonni siamo partiti proprio da queste vite per sviluppare un progetto dedicato interamente alla figura della donna, in un mese, quello di marzo, che ne vede la celebrazione. Abbiamo preso consapevolezza del fatto che sono davvero molte le donne che nel corso della storia del nostro Paese hanno fatto la differenza e che si sono distinte in ambito scientifico, letterario, artistico e politico lasciando il loro segno.

Citiamo Rita Levi Montalcini (scienziata di origine ebraica che dovette fuggire a più riprese a causa delle leggi razziali imposte dai regimi nazista e fascista), Maria Montessori (medico ed educatrice che lavorava con bambini disabili, fondatrice del celebre approccio pedagogico ad oggi in uso), Margherita Hack
(astrofisica straordinaria, prima donna a dirigere un osservatorio astronomico), Alfonsina Strada (ciclista italiana che partecipò, nonostante mille difficoltà, al Giro d’ Italia) e Claudia Ruggerini (partigiana che per due anni consegnò giornali e messaggi in bicicletta da un luogo segreto all’altro).

Sono donne che, lungo il loro cammino, hanno trovato ostacoli difficili da superare, sono state spesso sminuite e non hanno ricevuto una meritata fiducia, ma nonostante ciò hanno saputo vivere nella passione e nell’interesse di ciò in cui credevano senza mai mollare.

Anche le nostre Ospiti, a modo loro, sono state delle “bambine ribelli”: sono venute al mondo in un’epoca storica che vedeva la donna relegata ad una vita di dipendenza, epoca in cui il diritto di voto era appannaggio dei soli uomini. Hanno visto le loro mamme e le loro sorelle maggiori nel ‘46 recarsi per la prima volta alle urne, hanno timidamente rotto gli schemi imposti dalla società iniziando a lavorare fuori casa, indossando i pantaloni e guidando un’utilitaria ed hanno gettato le basi di quel concetto di libertà di cui noi donne d’oggi beneficiamo.

Ci ha colpito molto la vita di alcune delle nostre Ospiti, che si sono raccontate con grande emozione, ricordando un passato fatto di momenti difficoltosi ma anche di grandi traguardi raggiunti.

Vogliamo ricordare in particolare, Regina, classe 1938. Regina, sostenuta dalla sua famiglia, in particolare dal padre che ha fortemente creduto in lei, si diploma alla scuola magistrale. Inizia poco dopo a lavorare come insegnante, prima alla scuola primaria e successivamente alla scuola dell’infanzia. Mette grande dedizione e impegno nel suo lavoro, che spesso la porta a confrontarsi con situazioni delicate, le viene assegnato un incarico in una scuola di un quartiere difficile da un punto di vista socio-economico, ma non si abbatte mai, e dedica la sua vita a formare generazioni di alunni.

Maria, anche lei classe 1938, ad 11 anni si trasferisce dal suo paesino di origine a Legnago per studiare presso il collegio delle Suore Canossiane, si diploma e trova occupazione come impiegata in città. A 19 anni Maria, grazie anche alla spinta emotiva della cara amica Luigina “Buratina”, decide di prendere la patente: all’epoca è la seconda donna del suo paesino a guidare una macchina.

Grazie quindi alle nostre speciali “bambine ribelli” che ci hanno insegnato a non mollare mai e che nel tempo hanno rimosso, con grande tenacia nonostante le difficoltà, i grandi piccoli ostacoli che il destino ha messo nelle loro vite!

 

Didascalia: Maria assieme all’amica Luigina in città

 

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