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Andiamo nel Mondo

La porta, la soglia, la strada… Attraverso di essi comincia il viaggio verso l’altro, l’altrove, l’oltre.

Volendo usare una metafora per parlare della ricerca del benessere potremmo individuarla nell’esperienza del “Cammino”: sappiamo che ciascuno di noi parte con un certo equipaggiamento in dotazione, fatto di energie, abilità, competenze, desideri e preferenze. Con questo corredo affrontiamo il sentiero faticoso e impervio, ma unico e irripetibile, della nostra esistenza.

Probabilmente ognuno di noi farà soste in luoghi diversi, sarà attratto da paesaggi e incontri singolari. Potremmo dedicare molto del nostro tempo ad osservare oppure a scattare fotografie, potremmo camminare di buon passo o dimenticarci del tempo, l’importante sarà assaporare, ciascuno seguendo la propria aspirazione, quello che stiamo facendo chiedendoci se ci corrisponde, se ci appaga.

 

Ma fuor di metafora, il benessere è difficile da definire: lavoro e contesto sociale, amicizia e compagnia, cibo, tempo libero e relazione sono quelle che emergono essere componenti essenziali della qualità di vita di ognuno di noi.

È per questo che a fianco dei nostri ragazzi ci siamo messi in cammino.

Destinazione Roma: disinvolti, fiduciosi e curiosi di nuove realtà.

L’esperienza di abbandonare per un momento la nostra quotidianità ha permesso a tutti noi di darsi tempo per conoscere chi ci sta a fianco, di considerarne peculiarità, gusti e desideri.

Un viaggio in cui si vive se stessi fino in fondo, cercando e trovando quel fondo che in altro modo non vedremmo.

Arriviamo Mondo!

Perché diciamolo, la Capitale del nostro Stivale è davvero il centro del mondo. Nella città eterna si mescolano facce, razze, religioni, popoli, idee, cultura, spettacolo, arte, gastronomia, costumi… I ragazzi hanno vissuto tutte queste sfaccettature: hanno visitato il Colosseo che li ha trasformati in gladiatori e la Basilica di San Pietro; hanno sfilato sulla scalinata di Piazza di Spagna; hanno espresso un desiderio lanciando una moneta nella Fontana di Trevi.

Inoltre, hanno gustato nelle Osterie di Trastevere, i carciofi alla romana, i bucatini all’amatriciana e l’abbacchio.

40 chilometri di strade romane ciottolate percorsi a piedi hanno lasciato un segno indelebile nelle nostre gambe… chilometri che ricorderemo per sempre, percorsi a fianco di amici, compagni di stanza e “guide spirituali”.

Questa vacanza è stata fondamentale per permetterci di sperare in una vita migliore, una vita il più normale possibile.

Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco.” (Josef Koudelka)

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