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Servizio di sostegno psicologico: Il valore dell’ascolto

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 Il servizio di sostegno psicologico viene erogato con frequenza settimanale allo scopo di sostenere i beneficiari nell’affrontare sfide emergenti dal loro contesto di vita.

Il quadro di riferimento teorico e operativo considera come le modalità soggettive di vivere la disabilità siano influenzate da varie dimensioni psicologiche quali lo stile di fronteggiamento delle situazioni avverse, il senso di autoefficacia, la capacità di leggere, regolare e integrare emozioni ed affetti. Lo strumento principale utilizzato è il colloquio clinico, nella sua declinazione “fenomenologica” di metodo relazionale dialogico che mira ad adottare una posizione di ascolto e a ricevere l’altro in una relazione accogliente e protettiva.

Come scrive Eugenio Borgna: «L’ombra e la grazia, la pesantezza e la leggerezza, l’oscurità e la luce, il dolore dell’anima e la stella del mattino, la dignità ferita e la dignità salvata, sono esperienze che si intrecciano l’una all’altra e fanno parte della vita di ciascuno di noi: nelle loro vertiginose alternanze e nelle loro misteriose alleanze». Lo psichiatra sottolinea la necessità di assumere un atteggiamento mite e gentile nell’accogliere la fragilità umana, sostenuto dalla possibilità di porsi in una posizione di ascolto che favorisca l’emergere nell’altro dell’esperienza di essere persona e della percezione che la sua esistenza ferita sia preziosa per qualcuno e pertanto degna di essere narrata e vissuta.

La dignità umana viene quindi intesa come caratteristica universale degli esseri umani che, in quanto tali, sono portatori della capacità di trascendere la propria natura “animale” sviluppando un “progetto” di sé attraverso la costruzione della propria identità e della propria storia all’interno di una dimensione relazionale.

In conclusione, per preservare la natura strettamente confidenziale dei colloqui, si è pensato di provare a renderne in piccola parte il senso attraverso le suggestioni di una poesia di Emily Dickinson: «Io sono Nessuno! Tu chi sei?;  Sei Nessuno anche tu?; Allora siamo in due!; Non dirlo! Potrebbero spargere la voce!; Che grande peso essere Qualcuno!; Così volgare – come una rana che gracida il tuo nome –  tutto giugno –  ad un pantano in estasi di lei!» (“I’m Nobody” – E. Dickinson).

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