Gli adolescenti non sempre vivono su questo Pianeta. Capita che i piedi non siano propriamente a Terra, che il tempo non sia scandito dalle 24 ore o che i giorni di un anno solare non siano 365 per competenza e importanza, che la gravità non venga presa sul serio come meriterebbe e che le leggi della fisica, della meccanica e fisiologia non corrispondano a ciò che la scienza ci dimostra. Gli adolescenti a volte intraprendono scelte un po’ troppo marziane, la testa scivola sulla Luna per lunghi momenti e faticano a non balzare di là e di qua senza una meta ordinata. Capita che rimangano senza ossigeno, che il cuore batta per una Venere o per Nettuno, accade di vederli piombare su Saturno ritrovandosi un po’ sopra o un po’ sotto senza troppa differenza, appoggiati o proprio incontro. Gli adolescenti si muovono sulle ali come Mercurio e portano cura e dolore con stessa intensità emotiva, orbitano come Giove circondati da satelliti o si isolano come meteore nello spazio sconosciuto. Come Plutone si ritrovano declassati, nani tra giganti, e non più bambini, non ancora adulti, poco scoperti. Come Uranio vivono in una fredda atmosfera o accaldati e rossi come Marte nelle situazioni imbarazzanti. Sono sfuggenti come comete e il loro ambiente, come uno spazio interstellare, si comprime come un ammasso di galassie o si perde in un abisso cosmico con la rapidità di propagazione di un’onda elettromagnetica e di densa intensità. Pongono distanze di anni luce con gli adulti e l’umore assume forme di un integrale di Riemann, ma tra coetanei si attraggono con forze di interazione gravitazionale superiori alle leggi universali. I corpi, come sotto l’effetto della microgravità si trascinano alla maniera di detriti spaziali; come asteroidi misteriose vagano nello spazio interplanetario. Ragazzi e ragazze cadono in buchi neri, godono di eccentricità, soverchia nebulosità e di emotive perturbazioni, han temperamento di supernove e necessitano di collimazione per interpretarne le coordinate esistenziali.
L’adolescenza è un intero universo in espansione, dove ognuno fluttua nel pertinente apparato di vita, ognuno con il proprio sistema, la propria eclittica. Una galassia dove si relazionano con gli altri pianeti, nella ricerca del proprio asse orbitale e nella costellazione che più si rinfrange ai propri interessi. L’adolescente è divenire, sviluppo, crescita, non a caso è un participio presente, è colui che si sta nutrendo; mentre l’adulto è il participio passato della stessa radice, è colui che si è nutrito. Il cervello è in pieno cambiamento: lo sviluppo cerebrale è caratterizzato da due principali fenomeni: il pruning sinaptico (potatura) e la mielinizzazione. Le connessioni neuronali più utilizzate vengono rafforzate, mentre quelle meno attive vengono eliminate, rendendo il sistema nervoso più efficiente ma anche più selettivo. Il pruning, infatti, prevede il “taglio” di connessioni sinaptiche non più necessarie: il cervello elimina le connessioni superflue, rendendo il sistema più dinamico, permettendo così nuove connessioni basate sull’esperienza e sull’apprendimento. Anche per questo motivo le esperienze dirette sono tanto importanti e significative, poiché questo processo contribuisce alla specializzazione delle aree cerebrali e allo sviluppo di abilità specifiche. Mentre la mielinizzazione è caratterizzata dall’avvolgimento delle fibre nervose da una guaina di mielina che isola e protegge le connessioni, velocizzando la trasmissione degli impulsi ed è particolarmente intensa durante l’adolescenza, rende il cervello più efficiente e la capacità di apprendimento più elevata, così da aumentare la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi. Questi processi influenzano non solo lo sviluppo delle funzioni cognitive, ma anche delle emozioni e del comportamento in generale.
In adolescenza inoltre, diventa forte la spinta verso la gratificazione, quindi verso la scoperta di nuove esperienze che non escludono anche comportamenti a rischio. Per questo, e non solo, è importante avere dei compiti, delle cose da fare. Fare esperienza della vita quotidiana, allenarsi a ciò di cui non si ha molta voglia, mantenere un impegno, anche annoiarsi, aiuta a responsabilizzare e portare i ragazzi verso l’età adulta. L’adolescente deve poter lavare i piatti, portare fuori la spazzatura, fare la passeggiata con il cane, dar da mangiare al pesce rosso, pulire la lettiera, apparecchiare, rifare il letto, tenere in ordine, aiutare a preparare la cena. Deve essere impegnato in qualcosa di utile, prestare servizio, altrimenti entra il nulla, il vuoto si espande, i pensieri si moltiplicano in tutte le direzioni senza un orientamento ordinato. Si pensa continuamente, probabilmente si pensa troppo ed è per questo che non si ha la capacità di riflettere sulla realtà delle cose perché nel troppo pensare si crea sempre la “realtà” di una soluzione. Nel pensiero estremo vi è una visione non obiettiva, ma finalistica. I pensieri finalistici sono quelli che portano e riproducono solo ciò che corrisponde al nostro interesse. In adolescenza il pensiero può essere molto esclusivo tanto da limitarne la visione.
In adolescenza non si ha ancora una propria forma, la si sta acquisendo; per questo è importante avere dei contenitori, oltre ai contenuti, che diano forma all’identità, che trattengano dove occorre e siano confini ben definiti. Il coinvolgimento sociale è uno degli aspetti più importanti di questa età: i giovani si sperimentano in nuove abilità e relazioni. Il gruppo dei pari diventa fondamentale e l’adolescente crea la sua identità tramite l’altro che diventa uno specchio in cui rivedere le proprie paure, perplessità e sicurezze. I legami che si creano a questa età potrebbero diventare una rete di sostegno per tutto il corso della vita, ma allo stesso tempo, si potrebbero assumere decisioni e comportamenti disfunzionali o addirittura pericolosi, solo per ottenere l’approvazione degli altri.
Eppure crescere è il solo modo per dissipare le indecisioni, per coprirsi di sogni come ali al vento o accettare una delusione. Crescere è respirare aria di mare, riempirsi di sabbia, ascoltare il proprio e l’altrui dolore, bagnarsi di pioggia o asciugarsi al sole. Passeggiare nel mondo è anche inciampare su un sasso, raccogliere una pietra, saltare pozzanghere, scivolare sull’erba verde o perdere un po’ del tempo tra le foglie. Persistere o non sapere, cogliere l’occasione o dileguarsi in piccoli attimi e grandi doveri, fare dell’importante qualcosa di prezioso, dell’eccezionale un’eccellenza distratta e costante, spiare vedute d’insieme o sollevare squarci di belvedere. Crescere è per tutti, ogni giorno, e possiamo ricordarci che con gli adolescenti occorre comportarsi come il minimo errore ed essere capacità di tolleranza specifica, girare una volta o ballare tutta la sera, respirare luce di fiaba e sentire il suono dell’alba per un nuovo giorno di un nuovo immenso, alterato, brillante e non esclusivo universo.

