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Smart Hab Virgilio

Non importa quante avventure, viaggi, o esperienze una persona abbia fatto nella propria vita, ogni volta ci sarà qualcosa di nuovo, una scoperta, una curiosità e sicuramente una possibilità di crescita. Ogni volta che si incorre o ci si tuffa in una nuova esperienza, si coltiva non solo un altro paesaggio, nuovi luoghi, ma anche nuove persone, altre conoscenze e un nuovo se stessi.

Il progetto di Smart Hub è rivolto ai giovani dai 15 ai 26 anni ed ha come destinazione la capacità di trovare risposte di comunità al disagio giovanile. Capofila del progetto è la Cooperativa CSA ed ha come partner il Comune di Borgo Virgilio, For.ma, Cooperativa Charta, le Parrocchie di Cerese e Cappelletta (attraverso gli Oratori), la Polisportiva di Borgo Virgilio e l’Associazione Amici del Forte APS. Alcuni incontri di presentazione del progetto si sono svolti presso l’Oratorio di Cappelletta con un gruppo di ragazzi di terza media e prima superiore e un secondo gruppo di giovani di 2, 3 e 4 superiore. Un altro momento si è svolto presso la Polisportiva di Borgo Virgilio e un sabato mattina all’Hub centrale (presso i giardini Quarantini) in un momento di 18 plus.

Gli intenti e le possibilità del progetto sono molteplici: aumentare e migliorare gli spazi di aggregazione, promuovere il numero e la varietà di proposte sportive e culturali, favorire le relazioni e la socialità, favorire l’integrazione di soggetti fragili,  incrementare i percorsi di orientamento sulle opportunità formative e incrementare le occasioni di formazione e professione. Inoltre, il progetto si muove per ridurre la dispersione scolastica e intercettare i NEET, promuovere l’educazione digitale, promuovere azioni di contrasto al disagio giovanile e promuovere modelli di riferimento positivi. Gli obiettivi che sono stati pensati sono quelli di creare un sistema di ingaggio integrato per intercettare i giovani nei loro contesti di vita, superando la frammentazione del territorio e le difficoltà di accesso ai servizi. Per questo è attiva un’educativa di strada, con l’intento di spostare il baricentro dell’educazione fuori dalle mura, andando incontro alle persone là dove vivono, si incontrano, si scontrano: nel territorio. L’Educatore di Strada non aspetta: osserva, ascolta, costruisce relazioni, lavora sui temi della diversità, della devianza adolescenziale, dell’emarginazione sociale, trasformando la strada da luogo di rischio a spazio di possibilità. Mette le proprie competenze al servizio della comunità, crea ponti dove ci sono distanze, offre strumenti dove c’è disorientamento. Aiuta i giovani e gli adulti a riconoscere sé stessi, a dare un nome alle proprie emozioni, a sviluppare una consapevolezza personale che diventa, passo dopo passo, consapevolezza collettiva. In questa prospettiva si è creato un sistema di Hub e Spoke.

Il termine inglese Hub indica letteralmente il mozzo di una ruota, ovvero la parte centrale da cui partono i raggi. Per estensione, ha assunto il significato di centro, fulcro o snodo di una rete. Ovvero una struttura a raggiera (“hub and spoke”), dove un centro gestisce varie diramazioni periferiche. È quindi fondamentalmente un punto di snodo, che svolge un importante ruolo di raccolta e re-indirizzamento, un nucleo attivo e dinamico dove le persone possono ritrovarsi e trovare nuove strade e possibilità. Uno spazio pronto ad offrire percorsi personalizzati e attrattivi, capace di sviluppare competenze trasversali e favorire la socializzazione in contesti protetti, rafforzando così una comunità educante. Consolida la rete tra istituzioni, famiglie, scuola e terzo settore per creare un ambiente e un percorso che sia per i giovani fatto dai giovani. Se la condivisione è lo spontaneo traboccare di immense possibilità, la somma umana di interessi, visioni, competenze ed idee permette di scoprire nuove capacità e generare a sua volta nuova linfa vitale. Proprio come una ruota che gira su un fulcro e che produce energia grazie al suo movimento. Energia che si espande e si riflette in tutta la cittadinanza. Ciò che è permesso, nel percepire l’armonia della conoscenza, nel processo e nell’esperienza creativa e della relazione con l’altro e gli altri è un universo di opportunità, di identificazione e crescita. In Smart Hub il soggetto sono i giovani, non è quindi, solo un progetto per i giovani, ma è un progetto di giovani, per la crescita di tutti, la crescita della comunità. I giovani devono essere protagonisti della propria crescita, poiché non si cresce se non si è attori della propria vita. In ogni volto si percepisce il mondo e i giovani hanno la bellezza per costruire il proprio mondo e migliorare quello di tutti.

“Non sono gli anni che contano nella vita, è la vita che metti in quegli anni.”

(Abraham Lincoln)

 

 

 

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