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Le principali novità del Decreto Lavoro

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Il Decreto lavoro, di cui molti avranno già sentito parlare, ha finalmente concluso il suo iter di conversione in legge. Il provvedimento porterà regole e novità su diversi fronti: dalla riforma del reddito di cittadinanza alla nuova riduzione del cuneo fiscale in busta paga, dalle maglie larghe ai contratti a termine al pacchetto lavoro.

Una delle importanti novità arrivate in sede di conversione in legge del Decreto lavoro è la proroga dello smart working per lavoratori fragili e per genitori con figli under 14.

La deroga sarà valida fino al:

  • 30 settembre 2023 per i lavoratori fragili;
  • 31 dicembre 2023 per i genitori di under 14;
  • 31 dicembre 2024 per i lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio da COVID-19.

Di seguito le altre novità:

  • Fringe benefit esenti non solo dalle tasse ma anche dai contributi, sempre fino a 3000 euro e sempre per i lavoratori con figli;
  • Rinnovo dei contratti a termine anche senza causali per i primi 12 mesi
  • Possibilità per le donne vittime di violenza di costituire un nucleo familiare a sé stante valido ai fini ISEE per la richiesta dell’Assegno di inclusione;

Dal 1° gennaio 2024 arriva l’Assegno di inclusione, che potrà essere richiesto da nuclei familiari con disabili, minorenni od over 60, e che siano in possesso di determinati requisiti, relativi alla cittadinanza o all’autorizzazione al soggiorno del richiedente, alla durata della residenza in Italia e alle condizioni economiche.

Il beneficio mensile, di importo non inferiore a 480 euro all’anno esenti dall’IRPEF, sarà erogato dall’INPS attraverso uno strumento di pagamento elettronico, per un periodo massimo di 18 mesi continuativi, con la possibilità di un rinnovo per ulteriori 12 mesi. Il nucleo beneficiario sarà tenuto a sottoscrivere un patto di attivazione digitale e a presentarsi, con cadenza trimestrale, presso i patronati o i servizi sociali e i centri per l’impiego, al fine di aggiornare la propria posizione.

Per i soggetti occupabili, cioè coloro che hanno una età compresa tra i 18 e i 59 anni e non rientrano tra le categorie individuate come “fragili”, è prevista la decadenza dal beneficio nel caso di rifiuto di una offerta di lavoro a tempo pieno o parziale, non inferiore al 60 per cento dell’orario a tempo pieno e con una retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi e che sia, alternativamente:

  • a tempo indeterminato, su tutto il territorio nazionale;
  • a tempo determinato, anche in somministrazione, se il luogo di lavoro non dista oltre 80 km dal domicilio.

Se il beneficiario dell’Assegno di Inclusione ha uno o più figli di età inferiore a 14 anni, questo è obbligato ad accettare un’offerta di lavoro a tempo indeterminato solo se il luogo di lavoro si trova entro gli 80 km o se è raggiungibile in 2 ore con i mezzi.

Ai soggetti di età compresa fra i 18 e 59 anni in condizioni di povertà assoluta, facenti parte di nuclei familiari privi dei requisiti per accedere al sostegno al reddito e ai componenti di nuclei che invece lo percepiscono e che non siano calcolati nella scala di equivalenza, è riconosciuto un diverso contributo, volto a sostenere il percorso di inserimento lavorativo, anche attraverso la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive. Tra tali misure rientra anche il servizio civile universale, per accedere al quale sono previste deroghe ai limiti di età e quote di riserva nei relativi bandi.

Da un iniziale riduzione del 4% si è approdati poi alla definitiva scelta di un taglio al cuneo fiscale del 6% per lavoratori con redditi fino a 35mila euro e del 7% per redditi fino a 25mila euro. Ma solo per 5 mesi: da luglio a dicembre 2023 e sarà destinata ad aumentare di qualche decina di euro la busta paga.

Il Decreto Lavoro smonta di fatto quanto previsto nel Decreto Dignità per le causali dei contratti a termine, togliendo l’obbligo ai contratti sotto i 12 mesi; per quelli tra 12 e 24 mesi introduce invece tre causali considerate più accessibili. Pertanto, i contratti potranno avere durata superiore ai 12 mesi, ma non eccedente i 24 mesi:

  • nei casi previsti dai contratti collettivi;
  • per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, individuate dalle parti, in caso di mancato esercizio da parte della contrattazione collettiva, e in ogni caso entro il termine del 31 dicembre 2024;
  • per sostituire altri lavoratori.

È inoltre previsto, al fine di sostenere l’occupazione giovanile, un incentivo per i datori di lavoro, per un periodo di 12 mesi, nella misura del 60 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per le nuove assunzioni, effettuate a decorrere dal 1 giugno e fino al termine del 2023, di giovani:

  • che alla data dell’assunzione non abbiano compiuto il trentesimo anno di età;
  • che non lavorano e non sono inseriti in corsi di studi o di formazione;
  • che siano registrati al Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani.

Si istituisce, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, un Fondo per i familiari degli studenti vittime di infortuni in occasione delle attività formative.

Un articolo del Decreto Lavoro prevede che la maggiorazione dell’assegno unico, già destinata ai i nuclei familiari in cui entrambi i genitori siano occupati, venga estesa anche ai genitori vedovi per 5 anni successivi dall’evento. L’importo è 30 euro mensili per ogni figlio se l’Isee non supera 15mila euro e si riduce fino ad azzerarsi oltre i 40mila euro.

Novità anche per il lavoro in prestazione occasionale – i cosiddetti voucher – che vedono crescere la soglia di utilizzo. Come previsto dal testo del Decreto, infatti, cresce da 10mila a 15mila euro la soglia entro cui sono ammesse le cosiddette prestazioni di lavoro occasionale, ma solo in alcuni settori: congressi, fiere, eventi, stabilimenti termali e parchi di divertimento. La novità interessa solo le imprese che “hanno alle proprie dipendenze fino a 25 lavoratori subordinati a tempo indeterminato”.

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