Ogni anno scelgo una parola chiave sulla quale concentrarmi legata ad un concetto che sento fragile in me o attorno a me e sul quale lavorare e migliorare.
L’anno scorso era “Reciprocità” (https://csa-coop.it/news/la-parola-al-direttore-csa-news/dammi-quello-che-vuoi-io-quel-che-posso/). Quest’anno la mia parola è “Reazione”. Ho la necessità di vedere il 2024 (e non solo) come un’azione e dedicarmi adesso alla giusta reazione.
Prendo la chimica come punto di partenza di questa riflessione perché mi dà man forte nel momento in cui sostiene che (leggo) una reazione, in chimica, avviene mediante il movimento delle molecole: il loro incontro, la rottura dei loro legami, il trasferimento di frammenti molecolari e il comporsi di nuove specie molecolari. Immediatamente percepisco una positiva sensazione di dinamicità. Il movimento crea, modifica, sposta, genera, mantiene in vita. Al contrario, una reazione chimica che non avviene rappresenta un sistema isolato e viene definita irreversibile.
Tutto ciò che ci accade, scegliamo più o meno consapevolmente che generi in noi una reazione o una non reazione. L’essere umano sottoposto ad uno stimolo, in realtà, genera di default sempre una reazione, più o meno esplicita. Fosse anche una “semplice” elaborazione mentale dello stimolo e la registrazione che quello stimolo è avvenuto, senza intenzione reale bensì in automatico. Chiaramente la ricezione degli stimoli è più passiva nella misura in cui gli stimoli sono per noi meno importanti ed è, al contrario, più attiva nella misura in cui gli stimoli sono vissuti da noi come importanti sulla base dell’idea che ci siamo costruiti del mondo, di noi stessi, degli altri.
Tralasciamo ora gli stimoli poco importanti. Consideriamo, invece, che spesso scegliamo di non reagire di fronte a stimoli che generano in noi emozioni particolarmente forti di rabbia, dolore, paura, ma anche al contrario di gioia, piacere e soddisfazione. Non voglio portare una riflessione psicologica perché, non avendone le competenze, sarei estremamente presuntuosa. Vorrei però portare una riflessione legata al nostro atteggiamento nei confronti di ciò che ci circonda.
Se ripenso all’ultimo anno di confronto con le persone che ho attorno e a cui voglio bene, ai tanti momenti anche di difficoltà che ho ascoltato e vissuto insieme a loro, l’atteggiamento che più mi ha lasciato perplessa è legato alla propensione a subire una situazione che non piace piuttosto che, al contrario, considerarla un’opportunità di miglioramento e quindi di sviluppo di una reazione che può generare nuovi scenari da vivere e scoprire.
E capita, se pur raramente, anche di fronte a stimoli che generano emozioni molto forti in senso positivo: vedo persone letteralmente ripararsi, in vari modi, da una gioia o da un sentimento che può creare disagio e destabilizzare equilibri consolidati, da un successo che è arrivato o potrebbe arrivare, imponendosi un atteggiamento di distacco dallo stimolo e negazione dello stesso e adattandosi quindi a questo atteggiamento come proprio modus vivendi.
Che tristezza.
Sia in un caso sia nell’altro, impediamo a noi stessi di rimanere vivi e di evolverci. E se non scegliamo noi di rimanere vivi e di evolverci è un bel guaio per noi stessi, prima di tutto, per chi ha a che fare con noi e per la società, che sempre più ci sfuggirà di mano e sempre più deciderà al nostro posto chi vogliamo essere, cosa ci fa star bene e cosa no.
Ai miei figli dico sempre “Prendete in mano la vostra vita”, ma io lo sto facendo? E noi lo stiamo facendo?
Non credo al detto “anno bisesto anno funesto”, ma il 2024 è stato un anno davvero molto impegnativo e, tra tutte le situazioni difficili, devo dire di aver vissuto anche quel famoso giorno in più, il 366esimo, il giorno sbagliato che non avrebbe dovuto esserci. Per questo e per tutte le vicende accadute, voglio e scelgo che dopo questo brutto anno di azioni e stimoli, è tempo ora di Reazione e sono pronta ad affrontare i nuovi scenari che saprò aprire.
Buon anno di Reazione anche a voi!

